A spasso per Londra – Charlie Chaplin Walking Tour

In occasione del ponte di fine agosto, sotto un bellissimo sole, ho partecipato ad un walking tour sulle orme del giovanissimo Charles Spencer Chaplin organizzato dal gruppo MeetUp London Cultureseekers.

Charlie Chaplin nacque nell’aprile del 1889 a Londra da Hannah Hill e Charles Chaplin Senior, due artisti del teatro di rivista. È famoso in tutto il mondo per aver creato il personaggio di Charlot, il gentile e romantico vagabondo dalla caratteristica silhouette. Tra i suoi film più famosi da citare assolutamente sono Il grande dittatore, Il monello e Tempi moderni. Assieme a Buster Keaton e a D.W. Griffith è tra considerare tra i capostipiti del cinema classico americano, capace di passare ore e ore nei suoi studi ad Hollywood in una stanza spoglia che egli definiva “stanza della traspirazione” dove perfezionava ogni singolo dettaglio delle sue pellicole.

Il Charlie Chaplin Walking Tour ripercorre le strade di Lambeth, quartiere sud-est di Londra, dove Chaplin ha trascorso la sua infanzia e la prima giovinezza in una situazione di estrema povertà fino a che, intorno ai 20 anni, arriva la grande occasione: assieme alla compagnia teatrale di Fred Karno parte per una tournée d’oltreoceano. Da lì la storia che tutti conosciamo ebbe inizio.

Di seguito i punti salienti del Walking Tour.

La workhouse di Lambeth.

Qui soggiornarono per diverso tempo Chaplin assieme al fratellastro Sydney e alla madre. Si tratta di un villaggio operaio all’interno della città dove le persone bisognose potevano ricevere un letto pulito e sicuro dove dormire e tre pasti completi al giorno in cambio di estenuanti turni lavorativi che spesso superavano le 10 ore. Erano sostanzialmente delle prigioni per lo sfruttamento della povertà dove le famiglie venivano separate in reparti distinti per uomini, donne e bambini, dove durante le ore dei pasti vigeva l’obbligo del silenzio e dove i proprietari di tali villaggi realizzavano utili enormi.

L’attuale complesso ha conservato il cancello originario, la casa del custode ed il sopra ritratto edificio al cui interno ha sede il museo del cinema di Londra, visitabile su prenotazione.

39 Methley Street. 

Dopo il suo soggiorno nella workhouse, rifugio di emergenza dopo che il padre di Charlie ebbe scacciato dalla sua casa la moglie ed i due bambini a seguito del naufragio della relazione, la madre Hannah decise di stabilirsi in questa casa in quanto aveva trovato un impiego da sarta poco lontano. Ella non si esibiva più sul palco a causa di una grave infezione alla laringe. Una delle sue ultime esibizioni fu al Aldershot Canteen dove fu costretta ad abbandonare il palco a causa della voce che diventava sempre più rauca e della conseguente reazione del pubblico che iniziò a lanciarle oggetti ed insulti. Il piccolo Charlie, che si trovava dietro le quinte, intervenne sul palco e cantò al posto della madre davanti ad una folla che da violenta diventò esultante. Questa fu la sua prima volta sotto le luci della ribalta, all’età di 5 anni.

Methley Street all’epoca si presentava completamente diversa da come appare adesso. Le strade erano ricoperte di sporcizia e di rifiuti ed ovunque si aggiravano vagabondi e bambini con l’aspetto del tipico orfanello dickensiano: mal vestiti, mal nutriti, senza scarpe e destinati ad una vita breve. Nelle immediate vicinanze si trovava anche la bottega di un macellaio nella cui retrobottega i monelli del quartiere si infilavano nel tentativo di procurarsi qualcosa da mangiare. La scalinata della casa, assieme all’atmosfera della strada, hanno ispirato moltissimo Chaplin nel creare il film Il monello.

The Queens Head Pub.

Questo pub, di proprietà del padre insieme al poco lontano Three Stags Pub, sono i luoghi dove il preadolescente Charlie andava alla ricerca del medesimo, alcoolista di lunga data. L’ultima volta che lo vide fu appunto al Three Stags, diventato nel frattempo di proprietà dello zio. Egli stava seduto in un angolo, tremendamente gonfio in viso e gravemente sovrappeso: aveva infatti preso l’abitudine di bere bicchieri di porto al cui interno erano state versate delle uova crude. Questo era tutto ciò che ingurgitava per tutto il giorno. Morì nel 1901 all’età di 37 anni. Nel frattempo la madre entrava ed usciva dal manicomio a causa di crisi depressive dovute al lavoro eccessivo e alla denutrizione.

Charlie e il fratellastro Sydney si unirono sempre di più in una solida amicizia. Sydney, sebbene anche lui dotato di un talento artistico – ma non in uguale misura del fratello, divenne il suo agente e lo rimase per tutta la vita. Sul retro dello Three Stags Charlie si esibiva con altri ragazzi in balli e canti e davanti al Queens Head osserva gli avventori, vestiti spesso di una raffazzonata eleganza, come interagivano fra loro e che atteggiamenti assumevano con gli sconosciuti. Dalle camminate di alcuni di loro è nata l’andatura del piccolo Charlot, così comica ed ondeggiante e conosciuta dagli amanti del cinema di tutto il mondo.

L’infanzia di Chaplin è stata riscattata da un talento straordinario supportato da un impegno e da un’ambizione assoluti. La combinazione di questi tre elementi lo ha portato al successo. Se posso consigliare alcuni film, vi invito a scoprire Luci della ribalta, Vita da cani e La febbre dell’oro, i miei preferiti in assoluto (la danza dei panini è una cosa fenomenale).

Termino lasciandovi il video di Lars Il Bastardo di Sinema Exit per dimostrare che anche Charlie Chaplin era un uomo e che, nonostante tutto, cazzate ne ha fatte pure lui.

 

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*